sabato 14 novembre 2009

track 5_Acid Carousel: the storyline

..Will si allenta la cravatta, se la toglie, la butta a mare..
La marea forse ne farà tesoro, ma a lui di certo non serve più.
Come un pazzo, a piedi scalzi, le scarpe lucide ed eleganti lasciate sul bagnasciuga, ripercorre all'indietro le sue tracce sulla sabbia, e si dirige quasi a tentoni, sconnesso, verso i bassifondi della città, nella zona vicino al porto..

Come in un trip verso l’ignoto, mentre la testa gli gira, e gli gira forte, tra i rumori di un mondo che non riconosce più suo, tra le voci incessanti che gli vibrano dentro ad ogni passo..Ha bisogno di farle vivere, quelle voci, di farle vivere davvero. Devono uscire, provare, sentire..senza più regole, nella più assoluta libertà. Devono godere delle loro nuvole rosee, squarciare quel sole oltre il tramonto, bere del succo della verità, dell'esperienza totale..

Dopo minuti che sembrano ore, e ore che sembrano secoli, si ritrova nel quartiere più malfamato della città, e non sa neanche come ci è arrivato e cosa ci sta.. da un sudicio vicolo a sud della Settima Strada comincia un dedalo di becere stradine senza uscita, intrecciate tra loro come in un labirinto ansiogeno e melenso intriso di cattivi odori e di insoliti umori, popolato di centinaia che sembrano migliaia di ordinarie mostruosità urbane, tra cassonetti riversi, mendicanti, drogati, puttane, assassini.. loro vivono laggiù la loro sudicia vita di espedienti, al di là d'ogni regola e limite, lasciando i liberi tutti i propri fantasmi proprio per resistere e sopravvivere..

Ed è proprio in mezzo a questa feccia che Will si imbatte in Zack the Prank, Zack "il Pazzo": è lo schizzato per eccellenza, il matto del vicinato, il diverso per forza, il re dei paradisi artificiali, di quest'oasi di libertà senza regole e senza un briciolo di umanità o di dignità.
Lui del resto ha fatto la sua scelta, molto tempo fa..
Il mondo è per lui ormai solo il riflesso sgangherato che viene proiettato insistentemente dal suo Io impasticcato di droghe, allucinato dall’erba e da seduzioni lascive di mille e una notte vissute senza freni nei vicoli e nei bordelli di quello squarcio di periferia..
Zack nota lo straniamento di Will e non può che ammetterlo alla sua corte, al suo “acido carosello” di plastiche finzioni e di “rosa elefanti” a volontà: gli racconta com’è la vita di chi è passato "dall’altra parte", gli apre gli occhi sulla infima esistenza cui il mondo ci riduce dentro le regole e le beffe della nostra vita ordinaria, che è solo un'ordinaria bugia, non tanto diversa da quella che lui, il Pazzo, finisce per raccontare a sé stesso ogni mattina per cominciare un nuovo giorno con un soffio di speranza. D’altra parte, con quel briciolo di lucidità che gli rimane, mette in guardia Will sui pericoli che comunque comporta la scelta dell'abbandono, dell'allontanamento forzoso e forzato da ogni forma di concreta appartenenza al mondo delle cose, di concreto adattarsi a rassicuranti regole, abitudini e cliché.

L’isola che non c'è, la nuvola rosa, sono mondi possibili ma si pagano a caro prezzo: quello della solitudine, dell’incomunicabilità, del tutto contro tutti sé stessi.

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