mercoledì 10 dicembre 2008

A Sea Without Shores ..translation..

Solo un mare senza sponde
Will:
Solitudine e paura
tutto è come avvolto nella nebbia
niente è più tanto chiaro
Perdere il controllo
mentre il buio sta calando su di me

Tutto quello che credevo di avere
mi sembra sia svanito via
Tutto quello che mi resta
è solo questo mare senza sponde
E tutto quello che voglio, ora..
..è solo l'occasione di poter salpare di nuovo,
e ricominciare da capo.

..perché il mio viaggio non è finito
non è ancora finito..


Per ogni cielo che prega
brucia ogni giorno un altro inferno
per ogni angelo che brilla nella Luce
brucia ogni giorno un altro Ulisse
brucia nel pianto dell’uomo
che ha navigato troppo e troppo ha mentito,
e ha saputo ciò che poteva ma non voleva sapere,
e ha gridato forte mille volte tutta la sua rabbia
contro il cielo dubbioso, eppure,
eppure gli ha risposto solo l’eco di un grido, e di un verso,
l'eco di un grido e di un verso,
solo l’eco, l’eco soltanto,
soltanto l’eco di un verso strillato dall’eco.

Per ogni sole che cade,
nasce ogni giorno un altro Icaro.
Perché io
sono condannato
a far rima
con Dio?

track 2 - A sea without shores ..the lyrics..


A Sea Without Shores ..lyrics..


Will:
Loneliness and fear
All this mist, nothing’s clear
Losing control
Now darkness has come...

All that I had
Now it is gone
All that I have
Is a sea without shores
All that I want
is a chance to sail again

‘Cause my trip is not over yet
No my trip is not over yet....

For each Heaven that prays
Another Hell burns every day
For each angel that brights in the light
Another Ulysses burns in his fire
He burns in the cry of those who
Have sealed too far and too far have seen
And too close have reached the shores of gods
And they came to know
what they did not want to know
And so they cried high a thousand times
against the doubting sky
They shouted all their rage and their fires
But the answer...the answer
was only the echo of their cries
only the thin echo of their cries

...an unfinished poem of a few distant lines...
only an echo...
...cried by the last echoes of their life.

…For with every sun that sets
Another Icarus wakes the night that comes next.
Why did you condemn me to choose, to fly or to die?
Well God, I can’t fly, and I’m afraid to die.
And when I die, I rhyme with WHY

Why, God, why??

venerdì 7 novembre 2008

track 2_A sea without shores: the storyline

Chapter II - "Under the rain"
Track 2_A Sea Without Shores
Sono le 14. Will come ogni giorno, in giacca e cravatta, esce dall’ufficio per la sua pausa pranzo. Ma non sarà una pausa come tutte le altre. Benché nell'apparenza elegante, perfetto e sicuro di sé, dentro è più inquieto che mai, assillato com'è dai ritmi e dalle scelte che ogni istante gli impone la sua compiacente finzione; e invece di andare a pranzo, devia dalla strada maestra, prendendo la via che va verso la spiaggia della città, scendendo giù a sud dai grattacieli verso il mare. Ha bisogno di riflettere. Sente il bisogno irrefrenabile di sfogarsi, di lasciarsi andare, di dire basta, cancellare gli schemi entro cui si è inquadrato, e ricominciare a vivere di nuovo, per provare TUTTO quello che non ha provato mai.
Arrivato alla spiaggia, inebriato dai riflessi dettati al mare d'inverno da un sole che sta per cedere il passo alle nubi, si toglie le scarpe e a piedi scalzi si avvia verso il bagnasciuga. Intanto, guarda il mare davanti a sé, mentre una pioggerellina insistente comincia a venir giù dal cielo, pur col sole ancora intenso. La pioggia sembra battere rintocchi impercettibili, come a far eco alle mille voci che da qualche minuto hanno preso ad affollarsi nella sua mente, mentre una serie infinita di domande e risposte gli ronzano dentro. Tutta la vita gli scorre davanti, tutto sé stesso, e non solo quel sé stesso che sta guardando riflesso nella chiara risacca, ma anche a quel Will dei momenti più bui la cui irruzione di tanto in tanto la sua vita perfetta ha dovuto tollerare.
Non sa cosa fare, non sa più cosa pensare, e un’angoscia profonda lo prende, nel dubbio di aver trasformato la sua stessa vita in un’ignobile monotona arte della sopravvivenza e del compromesso, di aver buttato tutto il suo tempo per costruirsi una realtà di successo forse, ma fittizia, vuota, insoddisfacente.
La verità è che si accorge di sentirsi assolutamente SOLO anche in mezzo a tutta la gente che è riuscito via via a coinvolgere nella sua vita. E ha paura. Qui riecheggiano i versi “Loneliness and fear...” con cui inizia il testo. Dentro questa solitudine, il mare comincia a scavare nella sua anima, assieme alla pioggia che continua a cadere, e al vento che ora soffia tempesta.
La metafora del “mare senza sponde”, dell’oceano senza più approdi né porti cui la finzione lo hanno condotto, si intona così alla sua desolata confusione e al senso di abbandono e disorientamento che lo assale, nell’amara presa di coscienza che forse qualcosa sarebbe potuto essere diverso, che si sarebbe potuto vivere altrimenti, per “sentirsi” di più, “riempirsi” di più, "trovarsi" di più. Ora, invece, è solo un girare a vuoto, senza senso, senza capire, senza potersi mai davvero fermare, senza poter mai veramente cambiare. Girare in cerchio, senza mai toccare nulla per davvero, senza mai vivere nulla per davvero, senza mai lasciare un segno per davvero.

giovedì 6 novembre 2008

Ordinary Li(f)e ..translation..


Una vita ordinaria o un'ordinaria bugia?

Will:
Qualche volta, quando mi sveglio alle 7.30 la mattina,
sento ancora degli strani sogni echeggiarmi nella testa
Mentre cerco di calarmi nella mio giorno come tanti
mi ritrovo ad ucciderli mentre mi faccio la barba

E qualche volta mentre faccio questa strada per andare a lavoro
sento proprio la voglia di scappare e andarmene via

Vi prego state attenti
alla mia bella camicia bianca
non badate alla cravatta che porto attorno al collo
Non vi fidate
Statemi alla larga
Non vi fate fregare
dalla mia faccia d'angelo

Narratore:
Lui non perde mai il suo tempo
Ha sempre tutto sotto controllo
Non fa mai un errore
Fa sempre la scelta più giusta
la migliore sempre

Ma qualche volta un'ombra cala sulla sua anima
una domanda si fa strada nella sua testa
Will:
Può essere mai che tutto ciò in cui credo è falso,
che sto buttando via la mia vita appresso a una bugia?

Vi prego, non fidatevi di me
non badate alla mia eleganza
Non mi date retta
Non sono così perfetto come pensate

L'abitudine, la rinuncia, mi hanno inchiodato
alla parte che sto recitando
Io stesso non credo neanche
a una parola di quello che dico

Vi prego non vi fidate
Non sono la persona che dite voi
Non crediate che questo sia
solo un giorno come tanti

Narratore:
Ha soldi, vive bene
c'ha un buon lavoro, buone prospettive, una bella moglie
Oh, lei non potrebbe proprio chiedere di più
lui è sempre stato il principe azzurro, l'uomo perfetto, quello da sposare,
il migliore uomo che si potesse amare

Ma qualche volta un istinto maledetto si prende la sua anima
e gli mette la smania addosso di tradire tutti e andare via....

Will:
Vi prego non vi fidate di me
Levatevi di mezzo
Oggi non è giornata, non ho voglia di sopravvivere
Voglio lasciare il segno

Mi sono rotto di andare avanti
come uno come tanti
Io voglio spaccare
Me ne fotto di quello che dite e pensate voi altri,
delle vostre maledette regole, dei vostri stupidi perché!

track 1 - Ordinary Li(f)e ..the lyrics..

Ordinary Li(f)e ..lyrics..

Will:
Sometimes waking up at seven thirty a.m.
I feel some strange dreams in my head
And as I’m forced into my ordinary day
I have to kill them as I shave

And sometimes walkin’down this road goin’to work
I feel the will to run away…

Please beware
Of my smart white shirt
Don’t mind the tie
That’s around my neck!

Never trust me
Keep yourself away
Please don’t get fooled
By my angel face!

Narrator:
He never loses time
He’s always in control
He seems to never take a fall
And he always makes the best damn’ choice
The best damn’ choice at all

But sometimes a shadow leans over his soul
and there's a question that comes forth
Will:
Can it be that all I trust is just a lie
And that I’m just wastin’ my life?

So please don’t trust me
Mind my polite ways
Please don’t believe me
I am not that sane

Habits nailed me
To the part I play
I really can’t believe
In any word I say

Please don’t trust me
Ain’t not what you say
Please don’t believe my
ordinary day

Narrator:
He’s got a well-off life
A good career, a wife
Oh she'd never ask for more
‘cause he's always been the perfect man
The best damn’man to love

But sometimes a wicked itch takes on his soul
And he feel the will to run away… and to betray!

[Keyboard Solo]

Will:
So please don’t trust me
Please keep off my way
I won’t pass by today
I’ll leave my trace

I’m sick to go on
As the Average J
I wanna rock
Just f**k off what you say!!


[Guitar Solo]

[Finale Overture]

track 1_Ordinary Li(f)e: the storyline

Chapter I - "Living a Lie"
Track 1_Ordinary Life

Will è il tipico ordinary man che vive la sua ordinary life. Anzi, è il migliore ordinary man in circolazione.
Nel fiore degli anni, ha tutto quello che un uomo della sua età può desiderare: ha talento, un lavoro, prospettive di una brillante carriera, una bella moglie, una bella casa, la stima ed il rispetto di tutti, una vita tranquilla e di successo. Un lavoratore modello, un marito invidiabile, il vicino ideale, nel migliore dei mondi possibili. Una vita abitudinaria, la buona vecchia solita solfa, in cui succede sempre tutto quello che ci si aspetta, e scorre easy come non mai, senza strappi, sempre tutto ok.
Questo è quello che si vede DA FUORI.
DAL DI DENTRO però non è tutto così rose e fiori.
Will è un uomo che conducendo questa sua vita si sente ingabbiato ed assillato dalla sua stessa normalità, dalla sua mediocrità, dalle sue stesse abitudini. Will ha sempre più spesso l'impressione che, per inseguire tutti i traguardi e i modelli che la società, la sua famiglia e la sua cultura gli hanno via via imposto, abbia dovuto addormentare una parte di sé, la sua parte migliore, quella più vera, geniale, unica, più “sua” di tutte quante, per far posto a qualcunaltro dentro sé; si sente in qualche modo annichilito e annoiato negli schemi della sua ordinarietà, come silenziato, represso, svuotato.

A un tratto, questa parte del suo ego comincia a riemergere con forza inaudita qua e là nella sua vita, a riaffacciarsi prima sotto forma di sogni e fantasticherie per poi farsi sempre più strada nella realtà di tutti i giorni, tanto che diventa difficile per Will distinguere quello che egli vive veramente da ciò che accade invece solo nella sua mente irrequieta.
Will diventa inquieto, come preso da una smania irresistibile di uscire dagli schemi impostigli dal mondo, smania che si manifesta in varie “mattate” che di punto in bianco si ritrova a fare quasi in maniera inconscia ed incosciente.
La sua vita diventa doppia, dividendosi tra quella dell'uomo modello e quella segnata e sregolata dell'uomo fallito e insoddisfatto che prende a concedersi tutta una serie di vizi e di "scappatelle" per cercare sé stesso e massimizzare il proprio benessere: è in questo modo che un altro Will, il secondo Will, quello represso e mortificato e scavezzacollo, fa violentemente irruzione nella sua vita. La voglia di scappare, sconvolgere, trasgredire si fa sempre più forte, e... un giorno (il "nostro" giorno), questa volontà di potenza finisce per esplodere travolgendo tutto e tutti.
Tutto inizia durante la pausa pranzo di un giorno di lavoro come tanti...

and now the trip begins...

Inizia dunque il nostro viaggio dentro il viaggio, al fianco di Will.
I prossimi interventi costituiranno una sorta di guida all'ascolto del disco, traccia per traccia; per ogni pezzo troverete una sintetica presentazione (la storyline, che vi aiuterà a collocare nella maniera più esatta le singoli canzoni nel framework del concept), le lyrics in inglese e (a grande richiesta) una loro traduzione "letteraria" in italiano.
Buon ascolto!! :P

?Why Will? ..some reasons for a name..

Il personaggio di questa storia si chiama Will...
Sembrerebbe un simpatico nome scelto a caso, ma la cosa ha invece un suo cervellotico senso ihih

a) c'è un riferimento al nome della band e, parlandosi nel disco del tema della moltiplicazione di sé, questo nome si presta ad una serie di giochi di parole: ad esempio, manifestandosi in questa storia sette diversi stadi di maturazione del personaggio e sette diverse prospettive delle sue vicende e delle sue varie personalità, possiamo parlare del Will “rappacificato” della fine del disco come del Settimo Will :P

b) in inglese “will” significa "volontà"; la scelta in questo senso è prettamente "filosofica", perché vorrebbe suggerire una sorta di identità tra i concetti di "umanità" e "volontà", alla cui base sta l'idea fondamentale secondo cui l’essenza dell’uomo in quanto tale viene a coincidere con la sua stessa volontà di esistenza dentro e fuori di sé, intendendosi questa volontà come la combinazione dell'espressione della sua fisicità e della sua razionalità.

I Sette Will

Come detto, il concept descrive in parallelo tutti i "doppi" che Will si è creato nella sua vita, così come essi riemergono furiosamente a galla nella giornata chiave della sua vita, in questo inverno sferzato dal vento. Will si è "fabbricato" una personalità per ogni occasione, pronta all'uso, che può essere spesa e giocata all'occorrenza a seconda del contesto prescelto e dei personaggi con cui egli deve interagire nella sua messinscena quotidiana. Will è tante persone allo stesso tempo. Il cittadino esemplare, il marito modello, il migliore in ufficio...ma è anche un amante perfetto, un bohémien annoiato, l'ennesimo uomo sull'orlo dell'ennesima crisi di nervi. Ha mille facce anche per i suoi stessi occhi, mille sé stessi che si annidano e si confondono nella sua stessa anima, e ogni giorno gli vivono e gli muoiono addosso, per rinascere il giorno appresso....

Sette capitoli per sette Will

Chapter I – Will as seen from the Outside – The 1st Will
from 7 a.m. to 2 p.m.

Chapter II – Will as seen by Himself – The 2nd Will
from 2 to 4 p.m.

Chapter III – Will in and after Mr Prank – The 3rd Will
from 4 to 6 p.m. (sunset)

Chapter IV – Will as seen by another Himself – The 4th Will
from 6 p.m. to 3 a.m.

Chapter V – Will as seen by another Himself again – The 5th Will
from 3 a.m. to 4 a.m.

Chapter VI – Will as seen by Mr. Will Anderson – The 6th Will
from 4 a.m. to 5 a.m.

Chapter VII – Will as seen by a new Will – The 7th Will
from 4 a.m. to 5 a.m. (dawn)

venerdì 11 luglio 2008

Will vs Will

Questo disco racconta la storia di Will.
Racconta la sua storia, perché racconta la storia
del giorno che gli ha cambiato la vita.
Forse era solo un giorno come tanti.

Forse, non ha cambiato proprio niente.
Forse Will sarà sempre lo stesso Will. Ma forse.
Forse no.
Questo disco racconta pure la storia di un altro Will.
E’ sempre lui, in realtà, ma lui a volte è così tanti Will.
E’ il Will che non t’aspetti, quello che non vedi, quello che non senti, quello che sta dietro le giacche eleganti, dietro i sorrisi lampanti, dietro i suoi alibi intatti, le sue bugie incessanti.
Questo disco racconta in realtà la storia di tanti Will che raccontano a loro volta la storia di Will.
Questo disco racconta in realtà le storie di Will che raccontano Will meglio di quanto non sappia fare lui o qualsiasi altro Will.
C’è più di un solo Will. C’è solo Will che è solo.
E quando il gatto non c’è, i topi ballano.

Questo disco racconta la storia di un giorno che assomiglia a sette.
Tanti giorni della settimana nella nostra vita di tutti i giorni somigliano a sette. Sono tutti uguali.
E non sono mai abbastanza.
Ti svegli, e non hai mai dormito né sognato abbastanza.
Il rasoio non taglia mai abbastanza.
La fretta, nel traffico, che è sempre più di quello contro cui il giorno prima già sbraitavi che ne avevi abbastanza. In ufficio, non smetti mai di fingere che quello che fai ti piaccia abbastanza. E le pause non durano mai abbastanza, né il caffè ti sveglia mai abbastanza. A casa non c’è mai chi ti capisca abbastanza. E allora non è mai tempo per smettere di fingere, per chiuderti a chiave nella tua stanza. E poi c’è tua moglie. Ti ama. Sa che tu sei suo, non ha un dubbio, non capisce mai che la sua è solo una sua piccola, vana speranza.
Perché tu sarai sempre stato troppo tuo per essere anche di qualcun altro.
Queste sono storie di attimi che ingoiano vite
che non sono mai assurdamente abbastanza.
Il mondo ha fame di ciascuno di noi, e Will non è meno indigesto di te.
Will è come tutti, come te e come me. Will è uno come tanti.
Will ha incubi, rimorsi, amanti. Abitudini, tresche, mille strategie appaganti.
Ha silenzi l’accompagnano, come ombre ansanti,
ha le sue gelide strade fitte di mille comode apologie erranti.
Occhio non vede, cuore non duole. Mille orecchie di mille scaltri mercanti.
Will ha imparato a difendersi da tutti quanti.
La vita scorre, le abitudini si fanno tranquillizzanti.
Tutto il resto, va avanti. Solo avanzi. Sottoterra. Sottotraccia.
Un rumore di fondo consumato dal battito di mille cuori pulsanti.

Tutti impariamo a difenderci dalle nostre storie.
Ma le nostre storie ci trovano sempre. Ci ritrovano tutti quanti.
Tutti abbiamo le nostre nuvole, le nostre ali, le nostre buone stelle, per quanto austere e distanti. Ma nessuno sa mai quando la nostra stella sta per cadere.
Pendiamo dalle labbra del cielo.
Perché l’uomo è volo, zavorra di vertigini.
Ecco, questo disco racconta una storia di bugie e di vertigini.
Questo disco racconta la storia di Will.
E questo Will non sarà più lo stesso Will.

giovedì 10 luglio 2008

Ordinary Li(f)e ...official tracklist...

Seventh Will - Ordinary Li(f)e
Official Tracklist

Music written by Seventh Will
(Francesco Bassoli, Tiziano Cofanelli, Luca Guidobaldi, Luca Parca, Claudio Stasi)
Lyrics written by Luca§ Guidobaldi

Chapter I - "Living a Lie"
1. Ordinary li(f)e

Chapter II - "Under the rain"
2. A sea without shores
3. In circle

Chapter III - "Breaking the circle"
4. Lying on a pink cloud
5. Acid carousel

Chapter IV - "Somewhere else beyond myself"
6. Ashes
7. Night euphoria

Chapter V - "Lying in between"
8. Outside the rain

Chapter VI - "Oceans of me"
9. Colliding

Chapter VII - "Crossing the line"
10. Starseeing on the shore

_________________

The Band:

Francesco Bassoli: guitars
Tiziano Cofanelli: drums
Luca Guidobaldi: vocals
Luca Parca: bass
Claudio Stasi: piano & keyboards

[Note that the whole "Ordinary Li(f)e" concept, the tracks' titles and all the Seventh Will lyrics and music are COPYRIGHT PROTECTED and that any unauthorized use or abuse will be legally prosecuted"]

martedì 8 luglio 2008

Ordinary Li(f)e ...l'idea...

Questo blog racconta la musica dei Seventh Will con le parole al posto delle note. Questo è il blog che racconta la storia del nostro primo disco, la storia di Ordinary Li(f)e.

Ordinary Li(f)e infatti è un concept album.
Significa che dietro c'è una storia. O meglio, c'è almeno una storia.
In realtà dentro questo disco ci sono tante storie.
Tante quante sono le nostre vite, tante quante sono le nostre storie.
O le storie che raccontiamo.
Tanto lo sapete che abbiamo tutti sette vite come i gatti. E come il nostro Will.

Will è il protagonista di questa storia.
E' la storia del giorno che gli cambierà la vita.
Il disco ripercorre in musica e parole gli eventi fisici e mentali che attraverseranno questa giornata. Una vita vissuta come tante.
Tante vite vissute come fosse una.
Sette vite. Sette capitoli. Sette storie. Sette Will.
Ma, in fondo, una sola grande verità che nasconde tante piccole bugie.

Questo disco parla della moltiplicazione di sè.
Parla dell'ansia d'infinito d'ogni uomo che ancor oggi cela in sé il suo Faust.
Parla dell'uomo moderno che si è costruito un mondo perfetto ma si accorge ogni giorno che egli stesso è un'essere assolutamente imperfetto.
Parla della nostra società perfetta che non ha saputo mantenere nessuna promessa né partorire alcuna nuova utopia. Di una nuova decadenza, che ci impone ruoli incostanti, risposte da matti e mille parti da recitare nelle nostre perfette vite anormali.
Siamo sempre costretti ad essere tutto ciò che gli altri vogliono che siamo.
Tanto più perché di noi stessi non ci accontentiamo mai. Vogliamo essere tutto.
Invece siamo sempre e solo noi, soli.


Luca§